“Fogli di via”, tre incontri in agenda

“Fogli di via”, tre incontri in agenda

PESARO – Sabato 6 febbraio nell’Auditorium per Palazzo Montani Antaldi (Via Passeri 72) alle ore 21,00 il dott. Gianpaolo Trevisi, vice questore a Verona, terrà un incontro “Fogli di via”: storie di immigrazione tra accoglienza e respingimento. “Fogli di via” è anche il titolo del libro scritto dallo stesso Trevisi, libro che ha già raggiunto la terza edizione. Gad Lerner riferendosi al vicequestore, scrive: “Trevisi, badate, non è un poliziotto debole di stomaco che piange le sue vittime. È un ufficiale che ha capito come sia necessario, per fare davvero il proprio dovere, entrare in relazione con l’interlocutore, tanto più là dove s’instaura una relazione di potere”. All’incontro sarà presente la vicesindaco Giuseppina Catalano. L’evento è stato promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con Caritas Diocesana, Ufficio Migrantes, Ufficio Missionario Diocesano, Festa dei Popoli, numerose altre Associazioni e con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato. Un’adesione importante ci è giunta dalla baraccopoli di Korogocho, dove per anni ha lavorato p. Alex Zanotelli. L’adesione è firmata dai Missionari comboniani Paolo Latorre e Stefano Giudici che in varie occasioni sono stati ospiti a Villa Baratoff. Il vicequestore interverrà anche a Fano, venerdì sera, nella sala del Consiglio Comunale in via Nolfi e a Monteporzio sella sala del Consiglio Comunale in via Montevecchio, 10.. Sabato in mattinata incontrerà qui a Pesaro gli studenti del Benelli e del liceo scientifico. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere agli organismi promotori o direttamente ai Missionari comboniani 0721-50895 oppure combonianipesaro@lillinet.org.

In calce riportiamo alcuni brani del loro messaggio:

“La nostra vita con la gente di Korogocho ci conferma nella convinzione che non è possibile separare cooperazione internazionale (il famoso, spesso male usato, slogan “aiutiamoli a casa loro”) da una vera accoglienza in casa nostra. Gli stessi valori e principi umanitari che guidano l’aiuto italiano al continente africano (ridotto ormai al lumicino, per la verità), devono essere gli stessi che portano la popolazione italiana e soprattutto il Governo a fare passi concreti verso una vera integrazione, scindendo una volta per tutte il falso e crudele binomio immigrazione-terrorismo (o sicurezza pubblica). Anche perché i veri terroristi non arrivano sui barconi…”

L’accoglienza, nel duplice rispetto dell’umanità inviolabile delle singole persone e delle leggi locali, il conoscere la storia e la provenienza dei migranti, le situazioni reali dei loro Paesi e le vere motivazioni del loro viaggio, è molto più conveniente (anche da un punto di vista puramente economico) che non la repressione, le deportazioni e le azioni di implicita pulizia etnica che sembrano ultimamente caratterizzare la politica governativa verso la questione dell’immigrazione. Colpevolmente non notando, o non volendo notare, come questa logica favorisca alla fine i poteri forti della mafia, soprattutto al Sud.

Infine ci sentiamo di rivolgere una parola anche alla popolazione di Rosarno: la vostra frustrazione per una reale situazione di disagio sociale e povertà non vi porti mai all’uso della violenza e a identificare come capro espiatorio chi sta soffrendo molto più di voi. Esigete giustizia e uguaglianza da chi è preposto democraticamente a questo compito; collaborate con tutti, migranti inclusi, per raggiungere questo obiettivo. Ci troverete sempre al vostro fianco.

p. Ottavio Raimondo
missionario comboniano

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