Caritas Pesaro

Terremoto Centro Italia: neve e nuove scosse mettono a dura prova le comunità locali

gennaio 20th, 2017  |  Published in News

Da Caritas aiuti, ascolto e accompagnamento

La terra ha ripreso a tremare ci sono state purtroppo nuove vittime. A quasi cinque mesi dalla

prima scossa, il pensiero va a quanti sono nelle zone dell’Italia centrale, dove la Caritas moltiplica

l’impegno accanto alle popolazioni duramente provate anche dalla neve che rende difficoltosi gli

spostamenti e non consente di raggiungere alcune frazioni. Terremoto e neve, un mix micidiale

che ha provocato altre vittime. Oltre all’allevatore morto nel teramano in seguito al crollo della

sua stalla, altre vittime ci sono state a Farindola, nel pescarese, dove un albergo è stato travolto

da una slavina.

La nuova emergenza è arrivata mentre sono già attivi i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord

a Sud, con la diocesi di Rieti, le sei diocesi delle Marche colpite dal sisma – Ascoli Piceno,

Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-
Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto – la diocesi di

Spoleto-Norcia, le diocesi di L’Aquila e Teramo-Atri, che dopo le ultime scosse e le nevicate

hanno visto un’ulteriore aggravamento della situazione.

Pur tra queste difficoltà, in tutte le zone colpite le Chiese locali stanno completando il

monitoraggio dei bisogni a carattere sociale ed economico e avviando interventi mirati per la

ripresa delle attività produttive, soprattutto nelle aree rurali: attrezzature per allevatori o

agricoltori, tunnel agricoli destinati al bestiame, mangimi e foraggi, interventi strutturali per la

ripresa della produzione, trasformazione e vendita dei prodotti tipici.

Dal punto di vista strutturale, per riannodare fin da subito relazioni e rapporti comunitari, si è dato

prontamente avvio ad un programma di realizzazione di strutture polifunzionali (“Centri di

comunità”), il primo dei quali è stato inaugurato ad Amatrice il 24 novembre 2016, a meno di

cento giorni dal sisma ed è stato subito utilizzato dopo le nuove scosse come punto di

primo soccorso. Sempre nella diocesi di Rieti prima di Natale sono stati aperte altre piccole

strutture socio-pastorali a Scai, Sant’Angelo (frazioni di Amatrice) e Grisciano (Frazione di

Accumoli) e – in base ai bisogni pastorali evidenziati dal Vescovo – si stanno valutando ulteriori

interventi. Nella diocesi di Spoleto-Norcia si stanno attuando le prassi amministrative per poter

avviare quanto prima la realizzazione di strutture a Norcia, Cascia e ad Avendita (frazione di

Cascia), mentre nella diocesi di Ascoli Piceno a breve dovrebbe iniziare la realizzazione di un

centro comunitario ad Arquata del Tronto. Si sono già svolti incontri con le altre diocesi

marchigiane per verificare la opportunità/necessità di realizzare analoghi interventi strutturali: ad

oggi sono in istruttoria interventi nelle diocesi di Camerino (Camerino, Visso, La Maddalena),

Fermo (S. Angelo in Pontano, Amandola, Francavilla), Macerata (Tolentino e Macerata), San

Benedetto del Tronto (Cossignano e Force).

Relativamente alle risorse, grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa

risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana circa 21,6 milioni di euro, incluso il

milione messo a disposizione dalla CEI. Oltre a proseguire con aiuti concreti, la priorità ora è di

restare in ascolto delle comunità locali e portare all’attenzione delle istituzioni questo ascolto di

tanti che soffrono, sono isolati, disillusi dalle troppe promesse fatte e non mantenute. Un carico di

interrogativi che esige doverose risposte, da quelle più immediate alle scelte di ricostruzione, da

cui dipende il futuro di queste persone.

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