Caritas Pesaro

Centro d’ascolto

Il Centro di Ascolto di via Passeri 98 nasce per rispondere a una serie di esigenze:

– la necessità di conoscere la povertà, i bisogni e i problemi in maniera diretta e mirata, nell’ambito di una relazione che consenta un accompagnamento alle persone verso il superamento del disagio e l’acquisizione di autonomia;

–  l’esigenza di responsabilizzare concretamente la comunità riguardo a situazioni di povertà e svolgere un servizio di prossimità e di coinvolgimento nella risposta alla problematiche dei soggetti più deboli.

Il Centro di Ascolto è uno spazio relazionale per ascoltare, ricevere e dare speranza in maniera personalizzata ad ogni singolo utente.

E’ un punto di riferimento per coloro che sono in difficoltà, un luogo dove trovare qualcuno che accoglie, ascolta, orienta e accompagna per compiere insieme un progetto di vita.

Il Centro di Ascolto fa dell’ascolto il suo “fare” prevalente, cuore della relazione di aiuto, dove si ricercano le soluzioni più adeguate, per attivare un processo di liberazione della persona.

La Caritas è il luogo dell’incontro, dell’accoglienza, in cui ogni giorno si incrociano storie di vita di persone culturalmente differenti. Ed è proprio da questa diversità e da questa interazione che possono nascere incontri, scambi e nuove possibilità per tutte le persone coinvolte nella relazione.

Contatti del Centro di Ascolto:

via Passeri, 98 – Pesaro
email: cdapesaro@gmail.com
tel. 0721.33819
Facebook. @centroascoltocaritaspesaro

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 12.00

_________________________________________________

Camminiamo insieme agli altri*

‘Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza.’ Con queste parole di Papa Francesco nel cuore ho deciso qualche anno fa di intraprendere una strada diversa che mi ha portato al Centro d’Ascolto della Caritas di Pesaro. Cosa era celato dietro quella imponente porta di legno al numero civico 98 di via Passeri? Persone. Tante persone diverse, tutte accomunate dalla speranza d’incontrare qualcuno disposto ad ascoltarle.

Le storie che vengono riposte nelle mani attente e delicate dei volontari non sono facili da accogliere. Storie che rivelano le fragilità nascoste nel nostro animo. Fragilità che emergono dalle ferite profonde di chi in questo momento è seduto davanti a me.

Marcello dorme in strada. Il giaccone liso di qualche squadra di calcio cittadina a proteggerlo dal freddo e uno zaino dell’Invicta pieno d’oggetti e di ricordi vitali. Chiede di poter parlare con un responsabile per capire se il dormitorio ha un letto libero per lui. Giovanni ha un volto duro, segnato dal tempo. Il giorno prima non ha mangiato e adesso chiede di poter pranzare in mensa. Teresa è una signora anziana, un bastone per camminare e qualche risparmio sono l’eredità del lavoro d’una vita. In sala d’aspetto un volontario le porta un tè caldo e le fa compagnia. Una voce la chiama. Teresa si alza e si dirige nella stanza dove riceve una bottiglia d’olio, un pacco di pasta, un barattolo di passata, uno di fagioli, un po’ di carne in scatola, un pezzetto di formaggio e un cartone di latte a lunga conservazione. Aneta sono giorni che non si lava, la doccia della sua roulotte ha smesso di funzionare; adesso è il momento di farsi un bagno caldo. Angelica ti guarda e sorride, il suo passeggino di seconda mano racchiude tutta la gioia di essere madre. Un pacco di pannolini, un omogeneizzato, un vestitino e un paio di scarpette. Una giovane volontaria si ferma a parlare con lei mentre un’altra agita un sonaglio. Tante risa e nulla più.

Qualche anno fa ho deciso d’intraprendere una strada diversa. Camminare insieme all’altro.

articolo a cura di Marco Baldini, volontario Caritas, pubblicato su ‘Il Nuovo Amico’ (11 03 2018)