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La Caritas in parrocchia

“Fra loro tutto era in comune” (Atti 4,32)
LA CARITAS IN PARROCCHIA
La Caritas parrocchiale è l’organismo pastorale volto ad animare la parrocchia a vivere la testimonianza della carità, non come fatto privato, ma come esperienza comunitaria costitutiva di Chiesa.
La Caritas parrocchiale richiede che la parrocchia diventi “comunità di fede, preghiera e amore”. La testimonianza comunitaria della carità è quindi la meta da raggiungere e uno dei mezzi per costruire la comunione.

QUALI ORIZZONTI PER LA CARITAS PARROCCHIALE?
Ogni parrocchia, che è volto della Chiesa, concretizza la propria missione attorno
1. all’annuncio della Parola
2. alla celebrazione della Grazia
3. alla testimonianza della Carità
In parrocchia, normalmente, ci sono una o più persone che affiancano il parroco nella realizzazione di queste tre dimensioni. Sono gli operatori pastorali, coloro che “fanno” (operano) concretamente. Dopo il ConcilioVaticano II, la pastorale si arricchisce di una nuova figura: l‘animatore pastorale, colui che “fa per mettere altri nelle condizioni di fare”.
• Non una cosa in più da fare, ma una fedeltà alla missione di sempre, attraverso uno strumento pastorale comunitario di carattere educativo e promozionale.
• La Caritas parrocchiale non è un gruppo a sé, né un’associazione, né un movimento,ma è l’organismo pastorale che ha l’obiettivo di animare, coordinare e promuovere la testimonianza comunitaria della carità, con particolare attenzione all’aspetto educativo.

I PRIMI PASSI CONCRETI
La Caritas parrocchiale, presieduta dal parroco è costituita da un gruppo di persone impegnate con il parroco sul piano dell’animazione alla testimonianza della carità, più che su quello operativo di servizio ai poveri: sono gli animatori Caritas.
E’ bene che la Caritas parrocchiale inoltre, coinvolga in maniera trasversale, alcune figure strategiche nella vita della comunità, ad esempio:
• diacono e persone addette alla liturgia (collegando il servizio della liturgia alla carità)
• responsabile della catechesi (per impostare l’educazione alla carità sin dal cammino di preparazione ai sacramenti)
• membri del consiglio economico (consulenti del parroco nell’amministrazione dei beni comunitari)
L’obiettivo principale è partire da fatti concreti – bisogni, risorse, emergenze – e realizzare percorsi educativi finalizzati al
cambiamento concreto negli stili di vita dei singoli e delle comunità/gruppi, in ambito ecclesiale e civile.

ALCUNI LUOGHI PARROCCHIALI DOVE “FARE CARITAS”
1. Consiglio pastorale: luogo della comunicazione e progettazione pastorale.
2. Consiglio affari economici: luogo della condivisione dei beni, dove si studiano concretamente i modi più espressivi della condivisione dei pochi o tanti beni custoditi dalla parrocchia (gestisce anche un fondo Caritas per i bisogni urgenti del territorio).
3.Ministeri istituiti o di fatto: luogo della relazione viva e della comunicazione accogliente (ministri straordinari della Santa Comunione e altri ministeri in fase di crescita).
4. Gruppi Famiglie: luogo e segno di comunione in parrocchia (attenzione alle iniziative che preparano e sostengono la vita familiare: corsi per fidanzati, incontri per famiglie, benedizione pasquale).
5. Associazioni, gruppi e movimenti: luoghi della comunione nella missione, valorizzando e indirizzando i carismi di ciascuno.
6. Istituti e congregazioni religiose: luoghi storicamente deputati all’animazione della carità.
7. Oratori e altre realtà di aggregazione: luoghi di incontro e comunicazione educativa.
• conoscere il territorio e la vita della gente che in esso abita (problemi, bisogni, aspettative, disponibilità…);
• individua gli obiettivi a livello di informazione, coinvolgimento comunitario, proposta di attenzioni e impegni rapportati alle varie componenti parrocchiali;
• collabora con la dimensione catechistica e quella liturgica nella elaborazione di proposte relative ai vari ambiti della pastorale.

EDUCAZIONE ALLA TESTIMONIANZA DELLA CARITÀ
Soggetto di carità è tutta la comunità.
La Caritas parrocchiale ha il compito di:
– Aiutare l’intera comunità a mettere la carità al centro della testimonianza cristiana.
– Aiutare a superare sia la mentalità assistenziale per aprirsi alla carità evangelica in termini di prossimità e condivisione,
sia la tentazione della delega.
– Progettare cammini educativi che attuino il passaggio dai gesti occasionali, alla scelta di condivisione, mentre cresce
la consapevolezza del valore evangelizzante del servizio e della liberazione dei poveri.

LA CARITAS PARROCCHIALE SI PROPONE DI:
• conoscere il territorio e la vita della gente che in esso abita (problemi, bisogni, aspettative, disponibilità…);
• individua gli obiettivi a livello di informazione, coinvolgimento comunitario, proposta di attenzioni e impegni rapportati alle varie componenti parrocchiali;
• collabora con la dimensione catechistica e quella liturgica nella elaborazione di proposte relative ai vari ambiti della pastorale.

Come programmare la pastorale Caritas
L’esperienza e la riflessione avviata in questi anni, portano a definire alcuni elementi cardine su cui fondare il lavoro di ogni Caritas in parrocchia. Centrare sull’animazione e sul metodo pastorale il mandato della Caritas, ridimensionando le aspettative sul piano operativo, permette di fare Caritas ovunque. In ogni parrocchia, infatti, seppure con modalità diverse,
è possibile promuovere la cura delle relazioni, la conoscenza del contesto, la possibilità di scegliere insieme come agire, alla luce della missione della Chiesa nel mondo.
La dimensione del collegamento vicariale tra parrocchie è molto importante, in particolare come spazio formativo unitario per gli animatori delle Caritas parrocchiali e come ambito di progettazione e gestione di servizi-segno (centro d’ascolto, magazzino viveri e vestiti, ecc.) in risposta ai problemi di un territorio omogeneo. Insieme inoltre, si può progettare meglio la collaborazione con le realtà civili e istituzionali presenti in zona.

DECALOGO DELLA CARITAS PARROCCHIALE
La Caritas parrocchiale è chiamata a:
1. Suscitare proposte volte a favorire la comprensione e il collegamento tra catechesi, liturgia e carità.
2.Promuovere una spiritualità capace di tradurre l’esperienza cristiana in stili di vita,proposte, impegni e progetti.
3.Promuoverepercorsi formativi affinché ogni operatorepastorale sia stimolato a vivere la carità secondo le proprie specificità.
4.Conoscere concretamente le situazioni di difficoltà e bisogno presenti in parrocchia, favorendo la consapevolezza
della comunità parrocchiale.
5.Coordinare iniziative di carità già presenti in parrocchia (“opere-segno”).
6.Promuovere il volontariato rinnovandolo continuamente.
7.Collaborare con le realtà pubbliche e private già presenti nel territorio.
8. Sviluppare la “pedagogia dei fatti”, attenzione educativa con l’obiettivo di far crescere la persona e la comunità.
9. Educare alla testimonianza comunitariadella carità.
10.Collaborare conlaCaritas vicariale emantenere un confronto vivo e costante con la Caritas diocesana.

METODO CARITAS
ASCOLTARE – OSSERVARE – DISCERNERE PER ANIMARE
• I destinatari del servizio di animazione: i poveri, la Chiesa e il territorio/ mondo. Individuare alcuni dati essenziali per lo studio del territorio: n° anziani – n° famiglie bisognose – n° stranieri (specificando il n° di minori) – n° disoccupati – mappa delle realtà civili presenti – mappa morfologica della parrocchia (tipologie di insediamenti – luoghi di degrado – punti di aggregazione).
• Il metodo di lavoro basato sull’ascolto, sull’osservazione e sul discernimento, finalizzati all’animazione. Quali proposte possono essere finalizzate all’aiuto / coinvolgimento dei destinatari. Quali iniziative – messe in atto con la società civile – possono rendere “urbanisticamente sostenibile” il nostro territorio. Esistono fasce di “cristiani sulla soglia” coinvolgibili attraverso percorsi di attenzione agli stili di vita, ai poveri, ai problemi del luogo in cui viviamo.
• La strategia per individuare azioni in grado di collegare emergenza e quotidianità, cioè di intervenire nell’immediato e portando ad un cambiamento nel futuro.
• La metodologia per incidere concretamente nella vita delle persone e delle comunità, è il proporre percorsi educativi.

MAPPA DEI SUSSIDI UTILI
• “Da questo vi riconosceranno…”. La Caritas parrocchiale (EDB, 1999).
• “Testimoniare la carità”: [1] Per un cantiere dell’animazione comunitaria in parrocchia” [2] Sussidi per l’animazione comunitaria in parrocchia (Città Nuova, 2008).
• Materiali disponibili su www.caritasitaliana.it

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